ONORI AI VIGILI DEL FUOCO

Roma, 08.11.2019

È sempre difficile esprimere un’emozione che ti coinvolge, tuo malgrado, quando sei con altri amici volontari riuniti per commemorare i tre Vigili del fuoco periti e che ti designano quale portavoce dello stato di commozione di tutti.

Questo pomeriggio i Vigili del Fuoco della 8A, il distaccamento di Monte Mario, hanno accolto nella loro struttura le OdV di “Roma Aurelio” “Giannino Caria” e “C.A.E.R.” , appartenenti al nostro Coordinamento C.O.V., per rendere onore ai tre Vigili del fuoco deceduti nell’esplosione della cascina di Quargnento in provincia di Alessandria. Tutti riuniti con sommessa mestizia per dimostrare un sincero segno di vicinanza ai familiari delle vittime e ai “colleghi” del Corpo nazionale Matteo Gastaldo, Antonio Candido e Marco Triches erano i loro nomi e queste le immagini dei loro volti che hanno monopolizzato i media in questi giorni.

Osservando le loro foto riesce perfino difficile staccare lo sguardo dai loro occhi nell’immaginare che dietro a ciascuno di essi piange una famiglia a cui rivolgiamo le nostre sentite condoglianze.

I tre erano intervenuti nella notte per una chiamata di emergenza a fronte di un incendio sviluppatosi nella fatale cascina, da dove purtroppo non sono mai più usciti vivi, rimasti sepolti nel crollo provocato da una improvvisa ed inattesa esplosione.

Questa toccante tragedia ha veramente toccato la sensibilità di tutti i cittadini d’Italia e, nella testimonianza di oggi pomeriggio, ha visto uniti noi volontari per dimostrare la vicinanza della Protezione Civile come segno di forte rispetto verso i “cugini”, che, dimostrando l’alto grado di professionalità, tutti i giorni sono al nostro fianco, sempre, in ogni ora del giorno e della notte, pronti a correre in nostro soccorso.

La profonda commozione mista ad un senso di rammarico destata dalla tragica morte è stata commemorata con un minuto di silenzioso raccoglimento nel pensiero delle giovani vite spezzate nell’adempimento del loro dovere, di custodi della nostra sicurezza, incuranti del pericolo che interventi di questo tipo nascondono, nonostante le apparenze di ordinarietà, nonostante la provata esperienza.

Il rischio è sempre lì, in agguato, pronto a carpire e ad esigere senza rispetto la più dura delle contropartite che il coraggio di questi eroi mette in gioco ogni volta che accorrono per una chiamata di emergenza, la propria vita.

A questo momento di intenso raccoglimento è seguita la declamazione della poesia di cui si riportano i versi:

Il pompiere è sempre in battaglia,
ma senza bombe, senza mitraglia,
senza fucile fa la sua guerra
al servizio di tutta la terra.

Contro la furia dell’uragano,
contro il fiume che allaga il piano,
contro le fiamme del fuoco ruggente
dove il pericolo è sempre presente.

Non lo trattiene mai la paura,
e con la mano forte e sicura
salva la vita di tanta gente:
per ricompensa non chiede niente.

Guerra di notte, guerra di giorno,
stanco a casa fa ritorno;
ma c’è una rondine da salvare,
sale là in cima e la fa volare.

La successiva lettura accorata, con gli occhi inumiditi per la spontanea commozione, della “Preghiera dei Volontari di Protezione Civile” ha concluso la testimonianza di affetto suggellata dal suono inconfondibile delle sirene dei numerosi mezzi delle OdV, schierati con cura e con rispetto nel piazzale.
Ai tre fratelli scomparsi va il nostro pensiero più grande, riposate in pace.